AudioPsicoFonologia Metodo Tomatis

Alfred Tomatis e L’Audiopsicofonologia

Alfred A.Tomatis, dottore in medicina presso l’Università di Parigi, è nato a Nizza nel 1920 da genitori di origine italiana e morto a Carcassonne nel dicembre 2001. Si è specializzato in otorinolaringoiatria con particolare riguardo ai problemi di udito  e di linguaggio.
Figlio di un cantante lirico, ha avuto occasione di fare esperienza coi cantanti lirici più famosi della sua epoca.
Ha collaborato per molti anni con l’Aviazione, per conto del Ministero del Lavoro, approfondendo le conoscenze sulle  professionali dei lavoratori degli Arsenali Militari. In questo contesto Tomatis ha rilevato un dato che è diventato in seguito la base delle sue scoperte scientifiche: nella voce di quei lavoratori mancavano le stesse frequenze che erano deficitarie nei loro test audiometrici: non potendole sentire, non le potevano nemmeno riprodurre. 

Allo stesso modo constatò che i problemi vocali dei cantanti erano direttamente collegati ai loro deficit uditivi. 
Questa rilevazione successivamente ha preso la forma di un’importante ipotesi di lavoro secondo la quale il fonogramma riproduce l’audiogramma. Vale a dire che la voce utilizza solo le frequenza e le armoniche che l’orecchio può sentire. Questo principio, che prende il nome di “Effetto Tomatis venne elaborato a partire dal 1947 da ricerche multidisciplinari basate sull’audiologia, fonologia e psicologia, da cui prese il nome di metodo “AudioPsicoFonologico. Le prime teorizzazioni furono oggetto di molteplici comunicazioni all’Accademia delle Scienze e all’ Accademia di Medicina di Parigi tra il 1957 e il 1960. 
Basandosi sul principio per cui ogni modificazione dello schema uditivo comporta obbligatoriamente una modificazione della voce, Tomatis dedusse che rieducando i recettori del circuito audio-fonatorio si potevano nuovamente percepire le frequenze mancanti o compromesse. 

Partendo da queste basi Alfred Tomatis ha indagato durante tutta la sua vita di scienziato e pedagogo molti campi del sapere collegati alla funzione di ascolto, senza fermarsi alla funzione uditiva nei suoi aspetti meccanici e fisiologici ma arrivando a conoscere gli aspetti più profondi dell’essere umano e della comunicazione.

Ascoltare

Ascoltare è ricevere, integrare, elaborare, rispondere. Dal nostro ascolto dipende la capacità di attenzione, l’efficacia con cui trattiamo una informazione, ma anche il modo in cui ci esprimiamo. Qualità di ascolto significa anche benessere emotivo, postura equilibrata, coscienza corporea, coordinazione dei movimenti. Un buon ascolto è una sorgente di energia reale per il sistema nervoso. 
L’AudioPsicoFonologia è una pedagogia dell’ascolto volta a rieducare l’orecchio affinché possa utilizzare al meglio le sue funzioni di organo fondamentale del linguaggio, di integratore della postura e dello schema corporeo e di fonte degli stimoli necessari al dinamismo del cervello. 
Tale disciplina si propone di migliorare l’ascolto e la qualità della comunicazione. Ascoltare significa prestare attenzione, interiorizzare i messaggi ed elaborare una risposta adeguata; rappresenta la base del linguaggio e della comunicazione, un varco tra il mondo interiore e l’universo che ci circonda. 
Rieducando l’orecchio nelle sue due componenti acustica e vestibolare, si ha la possibilità di stimolare la persona nella sua globalità psico-fisica.  Ascoltare è una facoltà che si può educare.

Funzione di ricarica

A.A. Tomatis ha dimostrato che l’orecchio umano è capace di fornire al sistema nervoso centrale l’energia necessaria per poter espletare al meglio tutte le sue funzioni. 
Tale energia aiuta a memorizzare meglio, a mantenere una concentrazione facile e prolungata e un livello di attenzione costante. Pertanto, agevola le capacità di apprendimento. 
Consente di essere attivi, creativi, originali; attraverso un orecchio dinamizzante e aperto all’ascolto, la persona è in grado di esprimere tutte le sue potenzialità

Ascolto intrauterino

Un altro aspetto molto importante delle ricerche di Tomatis, consiste nella scoperta e nell’aver dimostrato l’ascolto intrauterino da parte del feto, nonché la sua importanza nella relazione madre-figlio. Tomatis è riuscito a riprodurre l’ambiente sonoro intra-uterino, evidenziando le reazioni del feto all’insieme delle informazioni acustiche e dimostrando che l’orecchio fetale è in grado di percepire suoni a partire dal quarto mese di gestazione. Ha quindi elaborato dei sistemi elettronici tramite i quali è possibile percepire la voce della madre così come si sentiva nell’utero prima della nascita. Il recupero di questo vissuto primordiale rappresenta un apporto fondamentale nel campo della psicoterapia attuale.

Strumenti operativi

  • Speciali apparecchiature elettroniche professionali (orecchio elettronico = amplificatore a 2 canali con regolazione dei toni separata ed effetto di “bascule”).
  • cuffie dotate di trasduttori ossei.
  • la musica di Mozart, particolarmente ricca di suoni acuti e per tanto dinamizzante il sistema nervoso centrale.
  • i canti gregoriani che riequilibrano il sistema nervoso vegetativo.
  • la voce materna filtrata, insostituibile quando si lavora con i bambini